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Scritto da Dott. Enrico LILLO   
Mercoledì 12 Novembre 2008 18:16

Non basta affermare che “la manifestazione degli Schützen è andata oltre”. Le affermazioni del Sindaco Spagnolli circa le presunte giustificazioni da parte di esponenti di spicco della Giunta provinciale non possono trovarmi soddisfatto. In primo luogo perché non ritengo sufficiente che si prendano le distanze da una manifestazione come quella del 8 u.s. ben sapendo ciò che ne sarebbe scaturito. La presenza di cartelli inneggianti il “los von Rom”, così come rivendicare l’autodeterminazione erano assolutamente prevedibili e come tali da stigmatizzare. Una classe politica di governo autenticamente beipartisan avrebbe messo subito in chiaro che non avrebbe aderito ad una manifestazione contro lo Stato. Il disagio degli italiani, di cui peraltro parla il Sindaco Spagnoli, è comprensibile se si pensa che questa città è in ogni caso una città italiana. Il suo sindaco è investito nella sua carica istituzionale dallo Stato italiano. Ciononostante la comunità italiana è costretta a subire una manifestazione anti-nazionale in casa propria. Vi immaginate cosa si direbbe se gruppi di italiani organizzassero una manifestazione in chiave antislava nella città di Fiume?  Come si porrebbero le autorità slovene? L’autorizzerebbero? Penso di no! Ed è quanto si sarebbe dovuto fare qui a Bolzano.
Comunque la prova del nove l’avremo in occasione delle celebrazioni hoferiane. Spero che la comunità italiana non si debba sentire un peso dopo che in altre circostanze, come ad esempio la celebrazione del “Sacro Cuore”, si sono affermati principi tutt’altro che di fratellanza su di una supposta legittimità di appartenenza della stessa celebrazione. Staremo a vedere! Mi auguro che non si debba prendere atto che in questa provincia vi è da parte degli Schutzen, ma anche da parte di molti esponenti della Volkspartein, e questo sarebbe grave, una avversione costante nei confronti della comunità italiana. Questa avversione, frutto di una retorica ideologica che attribuisce agli italiani la colpa di aver “contaminato” l’etnia sudtirolese non tende a lenirsi, tuttavia, da parte di alcuni esponenti politici tirolesi, non osando dichiarare tale avversione in maniera esplicita, si cerca di spostare i termini dello scontro su altri piani. Dove ad esempio molti italiani  trovano, a ragione, nei cosiddetti “relitti fascisti”, elementi di contrasto alla convivenza pacifica di questa terra. Ma è più probabile che la convivenza c’è qualcuno che non la vuole e continua a soffiare sul fuoco!

Ultimo aggiornamento Giovedì 13 Novembre 2008 19:52
 
 

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