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L’8 marzo è la Giornata Internazionale della Donna o più comunemente la si conosce come la giornata della Donna. Questa giornata è intesa a ricordare le conquiste sociale, politiche ed economiche che le donne hanno raggiunto nel corso di diversi anni. Ancora oggi serve a ricordare che esistono discriminazioni nel nostro quotidiano nel mondo del lavoro, in Italia e anche nella nostra realtà locale. Per altro le vicende degli ultimi mesi al livello nazionale e regionale dimostrano ancora come le...
donne subisco ancora violenze di ogni genere e che grazie ai media riescono ad essere denunciate ad una società che purtroppo troppo spesso pensa che “queste cose” accadano solo altrove. Sebbene nel corso degli anni questa ricorrenza stia perdendo il suo significato più originario, assumendo connotazioni di carattere commerciale, essa è una giornata che rimane ancora sentita tra chi capisce il non superamento della differenza tra donna e uomo. Chi ricorda l’8 marzo e celebra la donna, non voglia farlo come gesto di galanteria e cortesia, ma come riconoscimento da un lato dei soprusi e delle disparità di trattamento a svantaggio della donna che tutt’oggi esistono nella nostra società e dall’altro della consapevolezza e della volontà di voler considerare il sesso femmine al pari valore del sesso maschile. Molto è stato fatto nel corso degli anni e anche il fatto di poter vantare di avere oggi un Ministro per le Pari Opportunità con un’attività ben definita, con obiettivi precisi e che concretamente si presta a favore della lotta alla violenza contro le donne (come abbiano visto che di recente a New York, in particolare per le mutilazioni genitali femminili che purtroppo nel 2010 esistono ancora), è segno di un’attivismo politico ma non solo. Molto deve essere ancora fatto in Italia per tutelare maggiormente le donne, soprattutto nel mondo del lavoro, dove studi scientifici dimostrano la loro capacità superiore rispetto ai colleghi uomini per loro morfologia biologica, per loro natura e per indole. La diversità venga apprezzata come una risorsa che può essere utilizzata nei sistemi di produzione, di organizzazione ma anche di gestione di risorse umane maschili. Proprio perché le donne hanno dovuto confrontarsi da sempre con il pregiudizio maschile, hanno dovuto impegnarsi maggiormente nel mondo del lavoro e del sociale e a loro volta hanno trasmesso questo - a volte senza saperlo o senza volerlo - alle generazioni future, hanno sviluppato nella loro natura una capacità relazionale e un’abilità al confronto. Si consideri per esempio la disparità nell’accettazione del periodo di maternità, seppure migliorato negli ultimi anni con l’introduzione della paternità, per capire quanto risulta difficile sentirsi al pari dei compagni maschi. Compensare il tempo per la famiglia e per la carriera, diventa difficile se non verranno previsti maggiori investimenti, proprio diretti alle infrastrutture, purtroppo carenti, per permettere, come già detto dallo stesso Ministro Carfagna, “la possibilità del doppio sì. Sì al lavoro e sì alla famiglia”.
Le donne del Popolo della libertà |